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Lungi dall’essere solamente un accessorio, ancor più lontano dalla definizione di Classico, ecco l’apice dell’icona della moda. Questa la definizione migliore per le handbag Chanel di cui il mese di marzo si delinea foriero di metamorfosi.
- Mademoiselle Chanel by Mike de Dulmen © CHANEL All rights reserved
- Romy Schneider wearing a tweed suit, two-tone shoes and the 2.55 bag in Paris in 1962 © Dalmas SIPA
- Lavorazione e creazione della 11.12 handbag by CHANEL© – La doppia C viene cucita sulla parte interna della borsa (esemplare rosso in coccodrillo)
- Lavorazione e creazione della 11.12 handbag by CHANEL© – Evidenza delle sei tasche interne (esemplare rosso in coccodrillo)
- 11.12 handbag by CHANEL© – Evidenza delle sei tasche interne (esemplare in tweed)
- 11.12 handbag by CHANEL© – Evidenza delle sei tasche interne (esemplare in tweed)
- 6. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – Dopo aver creato due borsette, che poi sono state unite (una la parte interna e una quella esterna), viene posizionato il fermaglio di apertura (Mademoiselle lock)
Noi di MockUp lo avevamo annunciato dalla location di Parigi qualche settimana fa (clicca qui), le borse made in Chanel, come ogni anno, rinascono grazie al genio di Lagerfeld che, in ossequio all’imperativo dello stile, non guarda mai indietro e va avanti trasformando e reinventando. Complice anche Mademoiselle Coco che, visionaria lavoratrice, immaginò nel febbraio 1955 una borsetta dotata di bellezza senza tempo, sia dentro che fuori, con una lunga catenella intrecciata a nastro o pelle, capace di brillare, contenere, grazie alle sue taschine, e seguire il corpo femminile ad ogni movimento del busto, delle spalle e delle braccia. La 2.55.
In quell’oggetto inimitabile si riassume anche il concetto di scelta del materiale, duraturo, che fa dell’oggetto di lusso un ricco tesoro di famiglia da tramandare di madre in figlia. Ora per le borse Chanel il Kaiser Karl ha scelto tre volti per tre creazioni, tre donne per tre personalità differenti. Kristen Stewart diventa il viso e il corpo della handbag 11.12, Alice Dellal prosegue il suo percorso di stile con la Boy CHANEL handbag e Vanessa Paradis incarna la borsa Girl. Energia e classe per una campagna pubblicitaria che gioca fra tradizione e trasgressione.
- Boy Handbag, Alice Dellal by Karl Lagerfeld for CHANEL©
- 11.12 Handbag, Kristen Stewart by Karl Lagerfeld for CHANEL©
- Girl Bag, Vanessa Paradis by Karl Lagerfeld for CHANEL©
Ancora oggi la regina delle borse mantiene le divisioni in taschini ideata da Chanel. Sette per la precisione. La prima sul retro, chiamata Mona Lisa’s smile, e le altre sei dentro, nascoste e sempre utili, di cui due ampie per lettere e documenti. La pelle color granato ricorda l’uniforme dell’istituto Aubazine nel quale la più grande della moda visse la sua infanzia, mentre all’interno, nel rovescio della chiusura, una doppia C chiosa il piccolo capolavoro di sartoria e pelletteria. La chiusura a scatto, chiamata Mademoiselle clasp, fu sostituita successivamente da una doppia C nel modello 11.12.
- 1. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – Scelta della pelle (vitello)
- 2. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – La pelle viene invecchiata e cucita cuciture a losanga chiamata “a diamante”
- 3. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – Varie sagome vengono posizionate sulla pelle per dare vita alle diverse parti che comporranno la borsa
- 4. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – Le diverse sezioni ottenute sono bordate con sottile gommapiuma
- 5. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – La doppia C viene cucita sulla parte interna della pelle
- 6. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – Dopo aver creato due borsette, che poi sono state unite (una la parte interna e una quella esterna), viene posizionato il fermaglio di apertura (Mademoiselle lock)
- 7. Lavorazione e creazione della 2.55 handbag by CHANEL© – La borsa è ultimata
- 2.55 Handbag by CHANEL©
Nel corso degli anni Karl Lagerfeld ha sottoposto la bag Chanel a numerose reincarnazioni, compresa quella del 2008, in cui la chiusura gioiello, su coccodrillo, vedeva incastonati 344 diamanti. Da allora ogni sua versione, frutto di 180 operazioni manifatturiere, che comprendono la creazione di una borsa “interna” doppiata poi dalla sua struttura esterna, ancora più preziosa, incarna la perfezione dell’eleganza assurgendo, grazie alla sua continua rivisitazione, a luogo della moda in cui, per dirla con Gabrielle Chanel, se è vero che il fashion può diventare unfashionable, è anche vero che lo stile non potrà mai passare di moda.
By Matteo Tuveri
Immagine di copertina: Girl Bags, Vanessa Paradis by Karl Lagerfeld for CHANEL©